“QUANDO LA SCALA INCONTRA LE GROTTE DI CATULLO”
“Donne e motori, son gioie e Tenori”
OMAGGIO A GIACOMO PUCCINI
ITALIAN HARMONISTS
Le voci della Scala
Andrea Semeraro tenore
Giorgio Tiboni tenore
Luca di Gioia tenore
Michele Mauro tenore
Sandro Chiri basso
Jader Costa pianoforte
PRIMA DEL CONCERTO
“PERCORSO IN MUSICA”
CHI: gli Allievi della Prestige Academy 2026
DOVE: dal Castello alle Grotte di Catullo
QUANDO: dalle 20 alle 20.45
Lo spettacolo è un doveroso omaggio al grande Maestro Giacomo Puccini da parte del gruppo Italian Harmonists.
Un titolo scanzonato quello del loro recital, che intende unire, nel percorso narrativo del Puccini uomo e compositore, le sue grandi passioni: musica, donne, motori e tecnologia.
Le automobili furono lo specchio del suo carattere irrequieto, incessantemente alla ricerca di novità e segno di libertà, autonomia e ricchezza. Le cronache ci dicono che tra il 1901 e il 1924 ne acquistò addirittura quattordici, a partire dalla splendida De Dion Bouton, quando ancora nemmeno il re d’Italia ne possedeva una.
Amava le nuove tecnologie, si interessava dei continui sviluppi della meccanica…e se lo poteva permettere.
Del resto, l’automobile è sempre una lei e lui, che di donne e motori s’intende parecchio, trova naturale ammirare con trasporto l’involucro perfetto della carrozzeria e accarezzare quegli interni trafilati di pelle come se sfiorasse l’incarnato di una donna, o far andare su di giri il motore come se desse voce ai suoi personaggi, Mimì, Manon, Tosca, Butterfly, Turandot, protagoniste dei suoi drammi, elementi imprescindibili di molte delle sue opere, ‘motore’ e anima della vicenda.
Il gruppo vocale è composto da quattro tenori, un basso e un pianista, che ci raccontano Puccini in musica e parole, con la maestria e la brillantezza che da sempre li contraddistingue, attraverso una offerta musicale variegata ed inedita.
ITALIAN HARMONISTS – Le voci della Scala
Il progetto di riproporre ai giorni nostri un quintetto di voci maschili armonizzate, accompagnate da un pianoforte, nasce nel 2003 sull'onda di una felice intuizione di Andrea Semeraro; l'entusiasmo prodotto dalle armonizzazioni e dallo stile interpretativo dei berlinesi “Comedian Harmonists” (gruppo vocale che negli anni ’30 ebbe folgorante ma breve carriera internazionale a causa delle leggi razziali che colpirono metà dei suoi componenti) ha trovato “terreno fertile” anche in altri amici e colleghi del Teatro alla Scala, e in breve tempo il contagio è stato totale.
Dopo un avvio artistico incentrato sul repertorio originale dei capostipiti tedeschi, gli “Italian Harmonists” (il nome scelto ha voluto rappresentare un chiaro omaggio) decidono di estendere il proprio repertorio rivisitando alcune tra le più belle canzoni italiane che, a cavallo tra i ’30 e i ’50, hanno reso memorabili “gli anni della radio”, e questo grazie soprattutto alle indiscutibili capacità di musicista ed arrangiatore del pianista Jader Costa.
Lo spettacolo “Quando la radio...” procura in questi primi anni di attività, un susseguirsi di successi e gratificazioni, tra cui l'incisione del primo disco omonimo, l'assegnazione del “Premio Carosone 2007”, e una memorabile esibizione al glorioso “Teatro Derby” di Milano.
Nel 2008 il gruppo varca la soglia della Sala A di Via Asiago in Roma per eseguire in diretta su RAI Radio3 l'intero spettacolo “Quando la Radio…” per “Radio3 Suite”, con successivo invito a replicare presso la Cappella Paolina del Palazzo del Quirinale, in occasione de “I Concerti del Quirinale”, sempre con diretta radiofonica su RAI Radio3 e ulteriore contemporanea diffusione su circuito Euroradio.
Diverse le città e le province d'Italia interessate dalla sempre più intensa attività concertistica (Bolzano, Lugano, Cremona, Trapani, Messina, Palermo, Forlì, Assisi, Savona, Trieste, Torino, Ravenna, Pavia), senza dimenticare, ovviamente, Milano, dove con orgoglio si ricorda il “sold out” nel tempio del jazz: il BLUE NOTE, con una indimenticabile serata nell'Aprile 2011.
Nel 2013 un prestigioso riconoscimento: la medaglia d’argento della Regione Lombardia, “Per aver saputo conciliare ironia teatrale e duttilità vocale con il rigore tecnico e la scrupolosa preparazione, realizzando un progetto musicale che da quasi 10 anni continua ad affermarsi come unico nel proprio genere”.
Il 2016 è l’anno della svolta artistica e musicale: le grandi pagine liederistiche, gli intermezzi, le ouverture ed i brani più suggestivi delle opere più famose, trovano posto nel nuovo concerto “Classicheggiando” e nell’omonimo disco uscito a dicembre 2017 all'interno del quale si segnala la preziosa collaborazione di Olga Giusy Mazzia (prima arpa dell’Orchestra del Teatro alla Scala).
Gli anni seguenti vedono il consolidarsi del progetto, con significativi inserimenti in prestigiosi cartelloni italiani ed europei, nonché inviti a trasmissioni televisive e radiofoniche, con il fiore all'occhiello di una memorabile esibizione, nell'agosto 2019, al teatro Rossini di Pesaro, ospiti del Rossini Opera Festival.
Nel 2021 si celebrano i 100 anni dalla morte di Enrico Caruso, ed ecco quindi aprirsi il giusto spazio per la presentazione del nuovo spettacolo “37573 Enricocaruso”, con il quale il viaggio musicale e umano del grande tenore viene ripercorso attraverso l'originale alternanza tra celebri arie d'opera appartenenti al suo ricco repertorio, brani armonizzati a 5 voci di autori a lui coevi, e significativi aneddoti tratti da alcuni suoi più rilevanti momenti di vita e carriera.
L'anno 2024, ricorrenza del centenario della morte di Giacomo Puccini, è dichiarato «anno pucciniano» e per tale occasione gli Italian Harmonists realizzano il nuovo spettacolo “Donne e motori son gioie e tenori”, proposta musicale interamente dedicata al compositore lucchese, dove famose ed inalterate romanze solistiche si inframmezzano ad altri brani operistici, sinfonici e da camera riproposti con originali e nuove armonizzazioni.
I COMPONENTI
ANDREA SEMERARO - Tenore
(alla Scala dal 2002)
Inizia a cantare a 6 anni e la voglia ancora non gli è passata!
Talentuoso discendente di una famiglia di musicisti, ha studiato oboe e saxofono, ed è sua “l'illuminazione” artistica che ha dato origine agli Italian Harmonists.
Sensibilità vocale dolce e controllata all'interno del gruppo, caparbietà e decisione all'esterno. Irrefrenabile.
JADER COSTA - Pianoforte
(alla Scala dal 2000)
È diplomato in pianoforte, organo, composizione, composizione organistica, clavicembalo, strumentazione per banda, musica vocale da camera e altre cose delle quali anche lui si è dimenticato.
Affermato concertista, possiede un tocco delicato sostenuto magistralmente da una tecnica raffinata. Quella piccola vena di elegante pazzia che lo contraddistingue lo ha portato, nel tempo, a scrivere per gli Italian Harmonists numerosi geniali arrangiamenti. Un Einstein del pentagramma.
GIORGIO TIBONI - Tenore
(alla Scala dal 1996)
La sua rara versatilità vocale gli ha consentito di spaziare dal barocco al musical, passando per i compositori più classici dell'800. Tenore, nel sestetto interpreta la parte del “jolly”: linee melodiche tipicamente baritonali ma spesso in tessitura acuta e con frequenti alternanze timbriche. Si fa fatica a farlo star zitto e quindi non possono che essere sue le presentazioni e le interazioni col pubblico.
LUCA DI GIOIA - Tenore
(alla Scala dal 2001)
Violinista affermato, ha suonato nelle più importanti orchestre sinfoniche italiane, ma i suoi ricordi più goliardici risalgono alle 6 edizioni del Festival di Sanremo cui ha preso parte. A furia di imitare i tenori che sentiva in concerto si è scoperto tenore egli stesso ed in breve tempo si è ritrovato ad affrontare ruoli d'opera e recital in tutta Italia. Vocalità precisa e possente, cura ogni dettaglio musicale dei brani del gruppo.
MICHELE MAURO - Tenore
(alla Scala dal 2012)
Giovanissimo e dal talento indiscutibile, Michele rappresenta una sana iniezione di freschezza e novità. Dalla voce piena ai falsetti morbidi e controllati, gestisce con padronanza l’impervia tessitura del tenore I.
La voce adamantina ed il corretto “physique du rôle” lo rendono ideale stereotipo del “vero tenore”.
SANDRO CHIRI - Basso
(alla Scala dal 1989)
Inizia come violinista ma la sua voce decisamente non comune gli prospetta da subito scenari differenti. Si ritrova con facilità finalista in vari concorsi internazionali di canto, nonché interprete di vari ruoli in numerosi teatri italiani ed esteri. Fine musicista, arguto conversatore, ma anche preciso e pignolo, rappresenta la “coscienza” del gruppo. Il vero Basso che ispira e garantisce solidità.