Concerto di Inaugurazione GLME 2026
“IL CANTO DELLE STAGIONI ALLE GROTTE DI CATULLO”
I SOLISTI AQUILANI
Daniele Orlando violino solista
Antonio Vivaldi (1678 – 1741)
Concerto in re maggiore RV 121 per archi e b. c.
“Le Quattro Stagioni” da “Il Cimento dell’Armonia e dell’Invenzione” Op. VIII
Concerto n. 1 in Mi maggiore, op. 8, RV 269 (La primavera)
I. Allegro - II. Largo e pianissimo sempre - III. Allegro pastorale
Concerto n. 2 in Sol minore, op. 8, RV 315 (L'estate)
I. Allegro non molto - II. Adagio e piano – Presto e forte - III. Presto
Concerto n. 3 in Fa maggiore, op. 8, RV 293 (L’autunno)
I. Allegro - II. Adagio molto - III. Allegro
Concerto n. 4 in Fa minore, op. 8, RV 297 (L'inverno)
I. Allegro non molto - II. Largo - III. Allegro
Antonio Vivaldi: Le Quattro Stagioni - Una Riflessione per l'Ambiente
Questa non è una semplice esecuzione, ma un'interpretazione in chiave ambientalista de Le Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi, che trasforma l'opera in un potente manifesto sonoro.
Il progetto nasce dall'urgenza di riflettere sul ruolo dell'Uomo all'interno dell'Ambiente e sul prezzo dei nostri interventi. Dopo essere stato presentato in sedi istituzionali di rilievo, come il Parlamento Europeo di Bruxelles e la Camera dei Deputati di Roma (in occasione del decimo anniversario del terremoto dell'Aquila), questa “lettura” approda per stimolare una profonda presa di coscienza.
Dall'”idillio vivaldiano” alla “realtà invasiva”
Se l'opera originale di Vivaldi dipinge una Natura idealizzata e incontaminata, l’esecuzione dei Solisti Aquilani e Daniele Orlando offre un amaro confronto con la realtà di oggi, segnata da un intervento umano troppo spesso invasivo e devastante.
Attraverso l'elaborazione di un "chiaro-scuro sonoro", l’esecuzione guida il pubblico in una duplice esperienza:
La Luce: La Natura per com'era, per come sarebbe potuta e potrebbe tornare ad essere;
L'Ombra: La Natura violata e ferita che abbiamo costantemente di fronte ai nostri occhi.
L'Arte come guida per la consapevolezza
Il fine ultimo di questa performance è lanciare un messaggio forte e chiaro: l'arte, e in questo caso specifico la musica, ha il potere e il dovere di veicolare un messaggio sociale cruciale.
Non si tratta solo di bellezza armonica, ma di un invito a una crescita di consapevolezza dell'esistente. Ascoltare e fare propria questa interpretazione significa intraprendere un cammino di progresso culturale che pone la tutela dell'ambiente al centro del nostro agire. Che questo ascolto sia una scintilla per il cambiamento.
Fabio Massimo Capogrosso (1984)
“Residenza oblio”
per Orchestra d’ Archi
Ispirato all’ omonimo racconto di Luigi Rodio Residenza Oblio si addentra nell’ ambito psicologico, in particolare sull’ idea dello “Schema Therapy” (terapia dello schema), una moderna forma di psicoterapia sviluppata dal Dr. Jeffrey E. Young.
Essa prevede diciotto schemi maladattivi, ovvero forme comportamentali derivate da paure, insoddisfazioni e in generale turbamenti esistenziali, che si legano a bisogni emotivi primari e universali dell’uomo, i quali restando inappagati, generano una serie di reazioni e atteggiamenti disfunzionali.
Il mio lavoro su questo racconto, non è riferibile a un puro e semplice poema sinfonico; così come in molti altri lavori analoghi basati su soggetti letterari, ho cercato di spingermi oltre la pura narrazione, facendo mia l’esperienza emotiva, restituendola alla partitura attraverso una personale e intensa visione della propria realtà.
PRIMA DEL CONCERTO
“PERCORSO IN MUSICA”
CHI: gli Allievi della Prestige Academy 2026
DOVE: dal Castello alle Grotte di Catullo
QUANDO: dalle 20 alle 20.45
Nel corso della serata verranno premiati i giovani vincitori della TEENS Photo Marathon, il concorso fotografico del Comune di Sirmione dedicato agli Under 18.
Fondati nel 1968 sotto la guida di Vittorio Antonellini, I Solisti Aquilani spaziano con agilità dal barocco alle sonorità contemporanee. Artisti di levatura internazionale, hanno calcato i palcoscenici più prestigiosi del mondo, dall'Africa all'America, dall'Europa al Medio ed Estremo Oriente. Impossibile non citare le loro performance alla Philharmonie di Berlino, al Teatro alla Scala di Milano, al Musikverein di Vienna, alla Salle Gaveau di Parigi, alla Wigmore Hall di Londra, al Teatro Real di Madrid e alla leggendaria Carnegie Hall di New York, solo per dare un assaggio. Hanno inoltre impreziosito festival di risonanza come quelli di Berna, Bratislava, Lubiana, Venezia e Stresa.
Il loro percorso è costellato di collaborazioni con giganti della musica quali Maurice André, Felix Ayo, Paul Badura Skoda, Hermann Baumann, Michele Campanella, Severino Gazzelloni, Jean Pierre Rampal, Angela Hewitt, Krzysztof Penderecki, Massimo Mercelli, Salvatore Accardo, Luis Bacalov, Andrea Griminelli, Giovanni Sollima, Mischa Maisky, Vladimir Ashkenazy, Mario Brunello, Shlomo Mintz, Richard Galliano, Gerard Korsten, Manuel Barrueco, Marco Rizzi, Andrea Lucchesini, Giuliano Carmignola, Peter Eötvös, Kolja Blacher, Uto Ughi, Sergej Krylov e l'attore John Malkovich.
Testimoni privilegiati della vita musicale italiana, I Solisti Aquilani sono stati più volte protagonisti di concerti al Palazzo del Quirinale, trasmessi in diretta su RAI UNO e RADIO 3 RAI in occasione della Festa della Repubblica e di visite di Capi di Stato esteri, sempre alla presenza del Presidente della Repubblica e delle massime autorità dello Stato.
Nel 2019 hanno lanciato il progetto "Una nuova stagione" a Bruxelles, nel cuore del Parlamento Europeo, e a Roma, a Palazzo Montecitorio. Un vero e proprio manifesto musicale a difesa della natura, che rilegge in chiave ambientalista le celebri Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi.
Pionieri della musica contemporanea italiana, hanno eseguito numerose "prime assolute" di compositori di spicco come Alessandro Solbiati, Ennio Morricone, Marco Tutino, Marcello Panni, Fabio Vacchi, Ivan Fedele, Nicola Campogrande, Silvia Colasanti, Carlo Boccadoro, Fabio Massimo Capogrosso, Carlo Galante, Roberta Vacca, Mauro Cardi, Francesco Antonioni, Filippo Del Corno, Gianvincenzo Cresta e Federico Maria Sardelli.
La formazione vanta numerose incisioni realizzate nel corso degli anni per importanti etichette discografiche, tra cui: Warner Classics, Brilliant Classics, EMA Vinci, MUSO, Universal, Dynamic, Bongiovanni, Naxos Deutschland, Nova Era Records e Koch-Schwann.
Nel 2026 sarà pubblicato il nuovo CD, edito da Arcana, dedicato alle musiche di Antonio Vivaldi, che vede la collaborazione con il violinista Giuliano Carmignola.
"Orchestra in residenza" della Società dei Concerti di Milano per il triennio 2025/2027.
Dal 2013 la direzione artistica è affidata a Maurizio Cocciolito, con Daniele Orlando nel ruolo di violino di spalla.
Un'annoiata impiegata dell'Ufficio Anagrafe del Municipio sostiene che Daniele Orlando sia nato a Pescara sotto il segno dello Scorpione.
Il padre conferma tale ipotesi, che tuttavia resta poco credibile.
Sua madre infatti, interrogata in merito, afferma che sia nato nove mesi prima, nel suo grembo.
Anni dopo, in una chiesetta, Daniele sposa Masina. Chi era presente non esiterebbe ad affermare che in quel giorno ha iniziato quella che si può definire una vita. E se potessimo chiedere direttamente a lui, probabilmente vi direbbe che é venuto al mondo anni più tardi, quando ha guardato per la prima volta gli occhi vispi e profondi delle sue figlie Isabel, Penelope e Nina.
Guido, vecchio lupo di mare, narra invece che Daniele sia nato al porto di Pescara, sotto lo sguardo attento dei membri de "l'Accademia", un guppo di anziani pescatori. Loro gli hanno mostrato il Mare per la prima volta. È per questo che ha gli occhi azzurri. Ed é per questo che gli hanno affidato una Galetti, imbarcazione d'epoca in legno di mogano, soprannominata lo Stradivari del mare. "La barca era in pessime condizioni e Daniele l'ha restaurata con devozione" racconta Guido "come se quel pezzo di legno avesse un'anima".
Prestigiosi musicisti come Antonio Anselmi, Dénes Zsigmondy e Boris Kushnir sono stati tra i suoi Maestri. Ognuno di loro ha trovato davanti a sé un allievo neonato, ognuno di loro lo ha visto rinascere sotto il manto dorato del loro insegnamento. Già, ho dimenticato di dirvi che a sei anni Daniele ha preso in mano un violino e non l'ha più lasciato. Come se quel pezzo di legno avesse un'anima.
Che fortuna nascere, più di una volta.